Kafka – lettere a Milena –

“Tu mi appartieni, anche se non dovessi vederti mai più”
a Milena, 12. Juni 1920.

Un Kafka vero, umano quasi disperato è quello che troviamo tra le sue lettere personali, lettere d’amore.
Lo scrittore è certamente un personaggio eccentrico, un uomo brillante, ma anche fragile, malato, innamorato. Mai avrei immaginato Kafka così disperato, supplicante, bisognoso di affetto e attenzioni. Proprio lui che non ha mai voluto legarsi ad una donna, che ha rotto più fidanzamenti ufficiali con donne a lui dedite, lui che non aveva una grande opinione del rapporto a due sia dal punto di vista canonico che da quello carnale. E invece eccolo svelarsi in dolci lettere d’amore, lodando questa donna lonta in una rara forma poetica di adulazione.

Una raccolta epistolare estremamente interessante: “Lettere a Milena”.

Kafka lettere a Milena photo©Amù

“Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso”

“Oggi voglio scrivere di altre cose, ma le cose non vogliono.”

“L’uomo soffre forse di più o, se vogliamo, ha minore resistenza, mentre invece la donna soffre sempre senza colpa.”

“Il sonno è l’essere più innocente che ci sia e l’uomo insonne il più colpevole.”

“L’uomo torturato dai propri diavoli si vendica insensatamente contro il prossimo.”

“Sporco sono, perciò faccio un tal strepito per la purezza. Nessuno canta così puramente come coloro che si trovano nel più profondo inferno. È il loro canto che scambiamo per il canto degli angeli.”

“Cara dolce Milena,
ho scoperto, in certi tuoi gesti acerbi, che mi inteneriscono, una Milena più piccola (della quale dovresti farmi un disegno).
Il mio “Io irragionevole”, che è innamorato di te, vorrebbe conoscerla.
Vorremmo conoscervi.
Ci piacerebbe molto stare con voi, fare cose, le più banali: mangiare biscotti, darvi inutile affetto, leggere storie, prendersi in giro, guardare il soffitto, incasinarvi moltissimo…”

“Ciò che tu sei per me, Milena, per me al di là di tutto il mondo in cui viviamo, non è detto nei quotidiani brandelli di carta che ti ho scritto”

10 pensieri su “Kafka – lettere a Milena –

  1. Belle queste lettere…direi fantastiche.
    Lettere che ogni persona donna\uomo vorrebbe sentirsi dire…e dire, anche.

    …si …ha più coraggio, ci si apre più, in un rapporto a distanza che nel quotidiano dove non si trova più poesia. Non si trova la “giusta dimensione” sentimentale.
    Troppe corse verso il nulla, troppe occhiate all’erba del vicino…

    Immagino invece come possa essere straordinario un rapporto d’amore, reale…in questi termini.
    Sarebbe come da principio del mondo.

    Buona giornata
    .marta

  2. Pingback: Kafka – lettere a Milena | miglieruolo

  3. Non posso non consigliare un bellissimo libro che si lega a questo: “Milena, l’amica di Kafka” scritto da Margarete Buber-Neuman. Le due si conobbero nel campo di concentramento di Ravensbrück e avrebbero voluto scrivere insieme un libro una volta uscite. Ma quel libro non fu scritto mai, perché Milena morì a Ravensbrück. A distanza di più di trent’anni, la Buber-Neumann pubblicò questo libro su di lei, sulla donna che tutti conoscono come destinataria di tante lettere di Kafka.

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