Il tempo di Blanca

Marcela Serrano Nasce a Santiago del Cile nel 1951; figlia di due scrittori: la romanziera Elisa Pérez Walker e il saggista Horacio Serrano. E’ la quarta di cinque sorelle, con due delle quali trascorre un anno a Parigi per studiare alla Maison des Amériques. Nel 1973, a causa del golpe militare, lascia il Cile e si trasferisce a Roma, in Italia dove vivrà diversi anni prima di tornare in Cile e completare lì la sua formazione universitaria.
Indubbiamente Marcela Serrano appartiene al colorito gruppo di talentuosi scrittori e poeti sud americani che tutti noi conosciamo, caratterizzati da uno stile unico, coinvolgente e infinitamente passionale.

Lei, che proviene da un ambiente prettamente femminile, ci racconta storie di donne, di diversi ceti sociali e con differenti età. Io avevo già letto l’estate scorsa il suo romanzo “l’albergo delle donne tristi” e ne ero rimasta un poco delusa. Trovo una delle caratteristiche comuni agli scrittori e alle scrittrici sud americani sia il saper entrare nel cuore dei sentimenti, estrarre dalla storia personale dei protagonisti il DNA della loro anima e delle loro emozioni, e Marcela Serrano non scava, secondo me, così nel profondo; questo suo rimanere in superficie raccontando storie piene di potenziale mi aveva lasciata un poco insoddisfatta.

“Il tempo di Blanca” racconta la storia di una borghese Cilena, più simile ad una bambola di porcellana che vive in un mondo fuori dal mondo votata al non disturbare le movimentate esistenze altrui: Blanca, la fragile Blanca che vive lontano dalla realtà. La nostra ovviamente bellissima e modesta protagonista viene un giorno colpita da un ictus e diventa afasica, cioè non più capace di parlare, scrivere o leggere. Così per tutto il romanzo ci racconta i suoi pensieri, i suoi ricordi e l’uomo, il suo amante, che le ha cambiato la vita, che le ha mostrato il mondo vero quello di un paese difficile, quello dei desaparecidos e delle carceri della dittatura; ma che le fa anche scoprire l’amore, la passione e la libertà di essere e divenire quello che più si desidera. Una libertà che ormai lei non ha più, e dopo una vita passata ad essere prigioniera delle formalità si trova prigioniera di se stessa, chiusa per sempre in un mondo composto dai suoi ricordi e dai suoi rimpianti.

Io non voglio completamente bocciare questa scrittrice, anche se la trama dei due romanzi che ho letto è molto simile: bella ma fragile donna incontra rude e tormentato macho. Do a lei e ai due romanzi che ho letto un 6.75 su 10. e vi lascio con alcune frasi del romanzo “il tempo di Blanca”.
marcela serrano il tempo di blanca photo©Amù

“Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.”

“…mia nonna mi disse che se mai fossi stata colpita dalla sordità o dal mutismo non mi sarei dovuta preoccupare perché l’unica, totale mutilazione era la cecità. Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine”

“Il dolore che non può essere espresso si cerca un altro linguaggio diverso dalla parola.”

“Penso alle notti delle donne: una vera ingiustizia le notti delle donne, le sole persone di una casa che hanno gli occhi come lampadine sempre accese, orecchie indagatrici, tese ad ascoltare la vita nelle tenebre. Il russare del marito, un brutto sogno del bambino, un topo che passa in soffitta con uno scricchiolio insolito, l’insonnia del figlio più grande. Tutto è nelle loro mani. Gli altri dormono tranquilli; loro vegliano. Sempre a disposizione, le guardiane della notte.”

“Com’è facile essere buoni quando la vita è buona con noi.”

“Il bello della nostra amicizia è che ci siamo trasformata a vicenda per la forza dell’affetto. Nessuna di noi è più la stessa da quando ci vogliamo bene.”

5 pensieri su “Il tempo di Blanca

  1. Premetto che detesto amabilmente la Mazzantini e Non amo la Serrano.🙂 Se vi piacciono questi temi consiglio Gioconda Belli che a mio avviso ha un po’ più di sostanza.

  2. Ho letto i libri che hai citato e condivido le tue opinioni, anche se “Il tempo di Blanca” mi era piaciuto un pò di più per alcune frasi coinvolgenti (una l’hai riportata anche tu) che mi avevano ispirata. Ho letto anche “Dieci donne” e devo dire che non mi ha entusiasmata.

  3. Pingback: Il tempo di Blanca | miglieruolo

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