L’arte delle donne dal Rinascimento al Surrealismo

Tra il 2007 e il 2008, il Palazzo Reale di Milano ospitò una mostra di 200 quadri risalenti a diverse epoche artistiche, tutti dipinti da donne tra il XVI e il XX secolo. Alcune conosciute e famose, altre sconosciute e vissute nell’ombra di epoche fortemente maschiliste, costrette a non poter mai esprimere il loro talento pubblicamente, come Rosalba Carriera i cui ritratti colpiscono per l’elegante malizia che esprimono.
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Esposte anche alcune opere di Artemisia Gentileschi figlia primogenita del pittore toscano Orazio Gentileschi, dal quale ricevette la sua formazione artistica facendo emergere il suo talento  che la porto a ricevere grande fama. Importante nella sua vita fu un’episodio di stupro che segno moltissimo la sua produzione artistica, come possiamo notare dal quadro sottostante: “Giuditta che decapita Oloferne”, certamente un’opera estremamente violenta.
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Poi troviamo Marietta Robusti figlia di Tintoretto, detta la Tintoretta, presente col suo luminoso Autoritratto della Galleria degli Uffizi, che fa cenno alla sua educazione musicale.
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Un’altra donna degna di essere citata è Elisabetta Sirani, anche lei figlia di un pittore, Giovanni Andrea Sirani. Fu dedita esclusivamente alla sua arte, visse soli ventisette anni, lavorando indefessamente, ma morì all’improvviso, e si parlò di avvelenamento. Entrò quindi nella leggenda: era donna, era pittrice, era figlia di un pittore. La morte giovane aggiunse un’aura alla sua figura; il sospetto avvelenamento trasformò l’intera vicenda in giallo e la pittrice in una figura misteriosa.
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Con l’Ottocento le schiere di pittrici s’infoltiscono: ecco dunque Berthe Morisot cognata di Manet e protagonista dell’Impressionismo e delle sue battaglie.
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Presente in mostra anche l’americana scoperta da Degas: Mary Cassatt, e da lui introdotta nell’ambiente impressionista parigino.
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Camille Claudel, maggior scultrice dell’Ottocento e talento di rara creatività, la cui esistenza fu segnata dalla relazione col suo maestro Auguste Rodin; lei fu l’unica donna del suo atelier fisicamente in grado di tagliare il marmo (attività che richiede grande forze fisica) per donargli sembianze sensuali, dolci e sensibilmente sospese nello spazio.
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In esposizione anche Vanessa Bell, sorella di Viginia Woolf, certo meno conosciuta ma altrattanto sorprendente anche se con un linguaggio diverso da quello della sorella scrittrice.
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Uniche nel loro genere le opere dell’artista tedesca Käthe Kollwitz.
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Rappresentata da Nathalie Gontcharova anche la Russia, personalmente adoro le sue opere (devo a questa mostra la sua scoperta)
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In mostra anche alcune opere di figure contemporanee molto famose come Tamara de Lempicka e Frida Kahlo. Presente anche Meret Oppenheim controversa artista, decisamente una figura contemporanea tra le più originali.
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Insomma una mostra estremamente interessante e ricca di spunti, forse troppo ricca se consideriamo che io ho citato solo alcune delle 110 protagoniste della storia dell’arte al femminile. Per quanto il percorso sia avvincente della visita ricordo troppe bellissime opere ammassate in poco spazio e accompagnate da scarse informazioni un vero peccato considerando il meraviglioso tema, un tema da approfondire.

15 pensieri su “L’arte delle donne dal Rinascimento al Surrealismo

  1. Dev’essere proprio una bella mostra! Incredibile come ci siano state così tante artiste di gran talento, considerando che a quei tempi tutto, tutto era contro una donna che volesse intraprendere un simile percorso.
    Su Gentileschi, hai letto il romanzo La passione di Artemisia di Susan Vreeland?
    Su Elisabetta Sirani verrebbe voglia di scrivere un bel giallo storico; chissà se qualcuno ci ha già pensato.😉

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