L’arte della (nella) guerra

Giorni fa un’immagine ha fatto il giro del world wild web, trattasi di un’opera, o meglio della riproduzione di un noto quadro, realizzata dall’artista siriano Tammam Azzam il quale raffigura “il Bacio” di Klimt sulla facciata di un palazzo bombardato. Un’immagine molto forte, che mi ha molto colpita.
Guardandola si crede che si tratti di un murale eseguito realmente su di un palazzo bombardato, la verità è che grazie a vari strumenti digitali l’artista ha riprodotto l’immagine su di una foto del palazzo bombardato in Siria.
Tammam Azzam's version of Klimt's The Kiss 650
Tammam Azzam è nato a Damasco 33 anni fa ed ora vive e lavora a Dubai, è scappato dalla Siria per non essere chiamato a combattere. Le sue sono opere di denuncia contro le violenze, la guerre, le tragedie umane, la situazione socio-politica del suo paese.

Voglio mostrare come il mondo può essere interessato all’arte e, al tempo stesso, 200 persone vengono uccise ogni giorno in Siria. Goya ha fatto il lavoro per immortalare l’assassinio di centinaia di innocenti spagnola il 3 maggio 1808. Quanti tre maggio ci sono ora in Siria? “

tammam azzams photo from web
La natura delle sue opere, realizzate con il sapiente mix di tecniche digitali e tradizionali, mi ha molto colpita. Guardare quelle che per noi sono immagini idilliache, immerse nell’eterea ed eterna bellezza in un contesto diverso, così lontano, così difficile da immaginare per chi non lo vive e non lo ha mai vissuto, come il paesaggio di un conflitto armato è estremamente emozionante. Sono immagini che disorientano centrando esattamente il punto della questione.tammam azzam photo from web

30 pensieri su “L’arte della (nella) guerra

  1. Pingback: L’arte della (nella) guerra « miglieruolo

  2. Sono sicuramente dei messaggi molto forti.
    Io ci vedo la struggente necessità di bellezza, di cambiamento, di forza e voglia di urlare: basta.
    Grazie per aver proposto queste “opere”.

    buona giornata
    .marta

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  5. Pingback: Tammam Azzam – L’arte della (nella) guerra – | Amù

  6. “Voglio mostrare come il mondo può essere interessato all’arte e, al tempo stesso, 200 persone vengono uccise ogni giorno in Siria. Goya ha fatto il lavoro per immortalare l’assassinio di centinaia di innocenti spagnola il 3 maggio 1808. Quanti tre maggio ci sono ora in Siria? “

    Ancora una volta l’Arte fotografa la STORIA

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