Lui

cattelan hitler varsavia photo from web

Nelle vie del ghetto di Varsavia troviamo una nuova installazione dell’artista padovano Maurizio Cattelan

Poland Praying Hitler photo from web

L’opera si intitola : “LUI”

e raffigura Adolf Hitler in ginocchio che prega nel Ghetto di Varsavia.

(il luogo e l’opera questa volta dipendono l’uno dall’altro, la stessa installazione in un altro luogo geografico non avrebbe avuto lo stesso effetto; anche se curatori e artista hanno corso un grande rischio ponendo una figura così forte in un luogo che ricorda grandi sofferenze e ingiustizie, è come mettersi a gridare ad un funerale; onestamente non so quanto sia consono e rispettoso)

cattelan hitler varsavia photo from web3

La raffigurazione è stata posta dietro un cancello di legno che si affaccia su Ulica Prozna, ed è visibile da un buco largo pochi centimetri sito sulla porta. I visitatori possono vedere soltanto il retro dell’opera, con Hitler che prega in un cortile. Il rabbino capo della Polonia, Michael Schudrich, ha dichiarato che la statua ha, secondo lui, un valore educativo. Schudrich ha aggiunto di essere stato consultato in anticipo su dove posizionare la statua e di non essersi opposto.

A causa delle sue piccole dimensioni, la figura può essere anche scambiata per la sagoma di un bambino indifeso. Ed è proprio questa l’intenzione dell’opera, dichiara il Centro per l’arte contemporanea, che segue l’installazione, si vuole far capire che “ogni criminale un tempo è stato un bambino tenero, innocente e indifeso”. Fabio Cavallucci, direttore del Centro, ha sottolineato che “da parte dell’artista o del Centro non c’è l’intenzione di insultare la memoria ebraica. Si tratta di un’opera – ha aggiunto – che cerca di parlare della situazione del male che nasconde ovunque”.

22 pensieri su “Lui

      • Anche il papa col meteorite se non sbaglio… Infatti, fosse stata una “prima mondiale” il mio giudizio sull’opera (e su Cattelan che ancora non mi è chiaro quanto c’è e quanto ci fa) penso sarebbe stato diverso. Così, con l’idea del non si butta via niente, mah…

      • bah sai credo anche il problema consiste nel fatto che questo genere di opere in particolare faticano a trovare un luogo stabile di esposizione, quindi girano…

  1. Sono felice che la città di Varsavia faccia qualcosa per ricordare cosa è stato il ghetto, cosa è successo.
    Io ci andai qualche anno fa e tutto quello che trovai fu una sinagoga in ristrutturazione e un pezzo di un muro dentro ad un parcheggio di un condominio. Ne rimasi deluso, devo ammetterlo.
    Questa opera, tra l’altro, è molto evocativa.
    Bella segnalazione.

  2. Lì per lì la cosa mi ha disturbato ma, ripensandoci, trovo che sia molto significativa…. un Hitler o comunque un uomo che chiede perdono davanti ad uno dei luoghi dove forte è stata la sofferenza degli ebrei

  3. Molto interessante e di forte impatto! D’altra parte l’arte per essere incisiva deve provocare e suscitare emozioni contrastanti e smuovere qualcosa “dentro”.
    Mi permetto di segnalarti un’artista tedesca, con la quale ho fatto un percorso di studi artistici. Oltre ad essere una cara amica, è secondo me anche molto in gamba nel campo delle istallazioni ed ha un curriculum interessante ed eclettico. E’ di origine tedesca ed ha vissuto all’estero per diversi anni : Italia, Francia, Inghilterra e Cina. Si chiama Christiana Protto, se ti va puoi approfondire e dirmi cosa ne pensi.
    Ciao e complimenti per il blog.
    Pan

    • ciao,
      vero: l’arte deve provocare, ma penso ci siano dei limiti da non superare e Hitler nel ghetto di Varsavia un poco mi disturba; anche se apprezzo il coraggio dimostrato dall’artista nell’esporre l’opera in quello specifico luogo, e apprezzo il modo in cui è stata esposta (un angolo buoi dove si può solo sbriciare questa figura in ginocchio)

      Ho cercato su google l’artista che mi segnali ed ho trovato informazioni molto interessanti su dei blog tedeschi (io so il tedesco) mi ha incuriosita, potrei scriverci un post😉 quindi grazie per la segnalazione!

  4. Grazie, mi fa piacere che ritieni la mia amica interessante. Io ne conosco il percorso e penso, al di là dell’affetto che mi lega a lei, che sia un’artista davvero innovativa ….

  5. non hai mai finito di convincermi questo artista, ma gli riconosco genio e furbizia nella stessa misura in cui la riconosco a Hirst.
    sempre interessanti i tuoi punti di vista.
    a presto

  6. Cattelan è maestro della provocazione! Ogni sua opera/installazione ha suscitato perlopiù reazioni infastidite e mai d’apprezzamento. Ho letto una sua recente biografia, e lui stesso si beffeggia dei suoi risultati e quasi come un novello Duchamp, offre al pubblico qualcosa che si prenda gioco dell’arte e della percezione che muta in relazione al modo con cui viene “offerta”.

  7. Comunque Cattelan stavolta ha “provocato” meno del solito, sia l’opera che il posto che il messaggio che manda sono ben ponderati/analizzati/calcolati e al contrario di altre sue installazioni, non trovo niente di così “provocatorio” o “offensivo” (per dire, a me i tre bambini impiccati che espose anni fa dettero maggiore fastidio)

  8. Pingback: Best of | Amù

  9. Pingback: Lui, installazione di Maurizio Cattelan | miglieruolo

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