L’architettura del Mondo

Proseguiamo il nostro tour “virtuale” presso la Triennale di Milano. E oggi vi parlo dell’esposizione :
“L’architettura del Mondo Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi” che in realtà è stata la prima che ho visitato (rispetto a KAMA, Dracula e il Triennale design museum).

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Questa mostra (che ho ADORATO) ci racconta il paesaggio che ci circonda in maniera eccellente e con un linguaggio espositivo alla portata di tutti. In esposizione troviamo fotografie, progetti, modellini in scala e supporti multimediali di tantissime opere architettoniche provenienti da tutto il mondo. Si tratta di opere pubbliche, quindi: stazioni, ponti, autostrade, aeroporti, metropolitane. Ed è bello riconoscerne alcune (come riconoscere i primi schizzi dell’aeroporto di linate) e scoprirne altre mai viste (come la metropolitana di Mosca o un ponte sul fiume Rio in Brasile)

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La cosa più sorprendente, specialmente riguardo alle opere a noi familiari perchè presenti sul nostro territorio, è che forse essendo abituati a vederle anche quotidianamente non le apprezziamo nella loro reale ed eterna bellezza. Ma dopo aver visto questa mostra siamo portati a volerci soffermare ad osservarle ed è come riscoprire il paesaggio urbano che ci circonda da sempre.

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Inoltre la mostra è strutturata in maniera spettacolare, in una prima sala ci sono dei tavoli ricavati da materiali edili con sopra delle raccolte fotografiche di opere pubbliche da sfogliare, proseguendo ogni imponente struttura che sia un autostrada, un inceneritore, una stazione ferroviaria trova un suo spazio supportato da spiegazioni scritte e video. In ogni punto ci si può comodamente fermare, sedere ed imparare.

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The architecture of the World

We continue our “virtual” tour around the Triennale of Milan. And today I am speaking the exhibition:
Architecture of the World Infrastructure, Mobility, new landscapes” that was actually the first one I visited (compared to KAMA, Dracula and the Triennale design museum).
This exhibition (which I LOVED) tells us about the landscape that surrounds us in an excellent manner and with an easy expository language . On display are photographs, plans, scale models and media of many architectural masterpieces from all around the world. It comes to public works, and the railway stations, bridges, highways, airports, subways. And it’s nice to recognize some of them (how to recognize the first sketches of the airport linate) and discover other that we have never seen befour (such as the Moscow subway or a bridge over the Rio in Brazil)
The most amazing thing, especially with regard to the works that are familiar to us, is that perhaps being used and seen daily doesn’t make us appreciate them in their real and eternal beauty. But after seeing this exhibition we tend to want to linger to observe those structures and this helps to rediscover the urban landscape that surrounds us always.
In addition, the exhibition is structured in a spectacular way, in the first room there are tables made from building materials with over it collections of photographs of public works to browse, continuing we discover imposing structure like highways, incinerator, train stations; all of this works finds its space supported by written and videos explanations. At every point you can comfortably stop, sit and learn.

6 pensieri su “L’architettura del Mondo

  1. Interessante. Magari sei riuscita a fotografare solo poche immagini, sicuramente c’era di più. Ma almeno svegli la fantasia e la curiosità. Sarebbe anche utile che qualcuno facesse un reportage sugli scempi compiuti nel Bel Paese (e non solo) dalle speculazioni del cemento: purtroppo esistono zone che non si possono vedere e avrebbero bisogno di seri interventi. Potrebbe essere un’idea per te, che ne pensi?

    • guarda di foto ne ho fatte tante, non di buona qualità, ma mi spiaceva mettere troppe foto nel post, se no poi che gusto c’è ad andare a visitare la mostra?!😉

  2. Pingback: Tutta La Triennale che vuoi | Amù

  3. Pingback: Be international ;) | Amù

  4. Peccato che una nobile arte quale è l’architettura, spesso, oggigiorno, venga resa informe da personaggi bizzarri come un certo Fuksas, esperto in “chiese cubiche tipo bunker” e sale congresso costruite in “edifici-nuvola” che paiono essere fuggite dai deliri di un eroinomane… Ah, i bei tempi di Le Corbusier.

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