Il Conte Dracula

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A distanza di 100 anni della morte dello scrittore Bram Stoker, Dracula invade le sale della Triennale di Milano con una mostra spaventosa. Ovviamente a far spavento è solo il tema intorno al quale è stata sapientemente organizzata questa esposizione: il famigerato Conte Dracula.
Onestamente non ero molto elettrizzata all’idea di vedere questa mostra, trovavo il soggetto poco interessante, ma mi sono dovuta ricredere. Il percorso è suddiviso in quattro parti: la prima (buia buia buia) è dedicate al Conte Dracula (quello esistito per davvero, Vlad) con una serie di ritratti, costumi medioevali dell’est, e documentazioni scritte delle prime riflessioni “scentifiche” e folcloristiche sul fenomeno del vampirismo, oltre a interessanti spiegazioni che accompagnano tutti i reperti storici. Quest’introduzione si conclude con una teca nella quale è conservata una delle prime edizione del romanzo di Bram Stoker, e da quel punto preciso si intravede, dietro ad un vetro rosso sangue, la successiva parte del percorso: composta da una grande sala con murali citanti varie parti di romanzi sul macabro argomento, devo dire che mi sono seduta e le ho lette tutte. Una delle parti più sapientemente strutturate è quella dedicata alla cinematografia, in una grande sala con tre schermi e vari divani dove sedersi per ammirare gli spezzoni più intensi dei film del passato e del presente, una rassegna completa e assolutamente accessibile al visitatore, complimenti ai curatori per l’idea. A questo punto del percorso ho pensato che questa mostra, sulla quale avevo avuto diversi pregiudizi, era invece una piacevole sorpresa.
L’ultima parte della mostra è dedicata alle creazioni del designer Ishioka Eiko, abiti sontuosi, fatti di materiali preziosi (ecco, non ho ben capito la pertinenza al tema).

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Count Dracula

100 years after the death of the writer Bram Stoker, Dracula explodes in the Milan’s Triennale with a frightening exhibition. Obviously to fear is just about the theme around which was expertly organized this exhibition: the notorious Count Dracula.
Honestly I was not too thrilled to see this show, I did not found the subject very interesting, but I had to change my mind about it. The course is divided into four parts: the first (very dark) is dedicated to Count Dracula (the one that existed for real, Vlad) with a series of portraits, medieval costumes, and written documentation of the early reflections (“scientific subjects” and folk stories) about the phenomenon of vampirism, as well were present very interesting explanations accompany all historical artifacts. This introduction concludes with a shrine which houses one of the first edition of Bram Stoker’s novel, and from that point you can see, behind a red glass the next part of the route: that consists in a large hall with murals citing various parts of different novels about the macabre topic, I have to say that I sat down and I read them all. One of the most cleverly structured part of the exhibition is dedicated to the film history, in a large room with three screens and different sofas you can sit and admire parts of Dracula’s films from the past to the present, a complete and absolutely accessible film review.
The last part of the exhibition is dedicated to the creations of designer Eiko Ishioka, sumptuous dresses, made of precious materials (well, I did not understand the relevance to the topic).

29 pensieri su “Il Conte Dracula

  1. Io anni fa ho letto a volte un libro su questo conte Dracula.. lui beveva il sangue da ragazze vergine.. ma non con un morso… lui li faceva uccidere come un animale dal marcellaio.. solo il pensiero mi fa stare male.. Pif

  2. onestamente mi aspettavo uno zinzino di più, ma il salone buio dedicato al buon vecchio Vlad Tepes con la “reliquia” di Stoker e soprattutto la saletta cinematografica -dove credo di aver avuto un sorriso ebete per tutto il tempo della visione- mi hanno rappacificato col mondo🙂
    (e sì, il “che ci azzecca” sulla “sfilata” finale me lo son posto pure io)

    • bah sarà che non avevo molte aspettative, ma le informazioni storiche, le citazioni, il cortometraggio uniti alla brillante architettura espositiva (grandi sale, divani, anche la prima sala completamente buia) hanno lasciato una buona impressione! la sflita è stata una grande incognita, anche perchè il primo “costume” chiamato l’armatura di dracula, quello completamente rosso ancora ancora ci stava nell’insieme, il resto prprio no…

  3. Ho visitato la Romania quest’estate ed una parte della vacanza è stata dedicata alla transilvania con i vari castelli in qualche modo legati al mito di Vlad e del romanzo. Peccato che pur essendo milanese abito a qualche centinaio di chilometri, sarebbe stata interessante.

  4. Adoro l’argomento! Sono una grande appassionata della letteratura e cinematografia di questo genere, motivo per cui sono anche piuttosto esigente quando esso viene affrontato in qualche forma. La tua recensione della mostra mi ha incuriosita e, davvero, sono tentata venirla a vedere.
    Già che sono qui ne approfitto: complimenti per il blog, molto interessante😀

    • grazie gentilissima!!! ecco io non sono un’amante del genere, ma ho apprezzato il modo in cui è stata organizzata questa mostra!!! se vai a vederla fammi sapere cosa ne pensi tu!!!

  5. Ho amato il film di Coppola (ho una predilezione per Gary Oldman, qui in grande spolvero), e i costumi di scena erano bellissimi e parte integrante della scenografia romantica-gotica. Il libro, molto più essenziale, lascia poco spazio all’aspetto romantico del personaggio…ma si sa…l’oscurità ha spesso un suo lato affascinante…
    Grazie per l’indicazione e i dettagli, sempre interessanti!🙂

  6. Pingback: L’architettura del Mondo | Amù

  7. Pingback: Tutta La Triennale che vuoi | Amù

  8. Uau, mi hai fatto venir voglia di andarci! in effetti se non avessi letto il tuo post non so se mi avrebbe ispirata molto… il rischio in questi casi è di una gran cag****😀 Comunque mi hanno parlato molto bene anche di “Body worlds” alla Fabbrica del Vapore, ci sei stata?

    • non sono ancora andata alla fabbrica del vapore, spero di farci un salto prima che chiuda la mostra, Body Worlds deve essere davvero interessante!!!!

  9. Pingback: Be international ;) | Amù

  10. Io non ho ancora visto la mostra, ma da quel che ho letto e sentito credo di aver capito che la parte finale con abiti da donna sia dedicata ai personaggi delle “donne vamp”: ecco perché sono stati inseriti in questa mostra “vampiresca”!😉

  11. Vlad Ţepeş era un grande. Aveva capito tutto, a sue spese da bambino, a proposito della vita, del potere e della morte. Essendo un governante per così dire “illuminato”, i contemporanei hanno fatto carte false per trasmettere ai posteri un’immagine di lui terrificante e infamante. Così come accadde per Catilina e per Caligola. La storia la scrive sempre chi vince.

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