KAMA

KAMA photo from web

Sul sito della Triennale di Milano troviamo le seguenti parole a descrizione dell’esposizione : KAMA – sesso e design-

Cuore della mostra è una rassegna, a cura di Silvana Annicchiarico, che rintraccia radici storiche, mitiche e antropologiche per arrivare fino ai giorni nostri, con oltre 200 fra reperti archeologici, disegni, fotografie, oggetti d’uso e opere di artisti e designer internazionali. Una selezione ampia e sfaccettata che vuole andare oltre la stereotipizzazione delle luci rosse, della pruderie o dei facili scandali: dai vasi a figure rosse etruschi agli amuleti fallici di epoca romana, dai disegni di Piero Fornasetti alle fotografie di Carlo Mollino e di Ettore Sottsass, dal divano Mae West di Salvador Dalí fino al sorprendente e provocatorio The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney, formato dai calchi dei genitali di 400 donne.

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Io l’ho visitata e devo ammettere, a mal in cuore, che non mi è piaciuta. Hanno scelto un tema molto complesso e l’hanno legato ad un mondo troppo vario: il design.
Non fraintendete, la mostra è ricca di opere molto belle, il problema è che si tratta di opere d’arte, installazioni e non oggetti di Design.

Kama photo from web

La parola Design significa (dal saggio Treccani)

Termine inglese riferito alla progettazione di oggetti prodotti industrialmente

In questo non sono comprese fotografie, statue, installazioni, quadri; almeno a mia opinione. E gran parte della mostra (i primi tre quarti) sono composti da questi oggetti che non sono oggetti, sicuramente interessanti ma fuoriposto; tanto che ad un certo punto il mio pensiero è stato: “il design quando inizia?!”. Perchè c’è, inizia alla fine, ammassato in una sola sala; interessantissimo. Ogni piatto, bicchiere, sedia, utensile cattura l’attenzione. Sesso e Design è un tema molto affascinante, e vedere oggetti di uso comune con capezzoli risulta curioso e si ha il desiderio di approfondire il tema.

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Un ultimo appunto che ha certamente influito sulla mia opinione negativa riguardante questa mostra: l’opera The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney è sacrificata su un muro bianco (notiamo opera d’arte in gesso bianco appesa ad un muro bianco) nell’ultima sala tra mille altri oggetti. Ora quest’opera catturerebbe l’attenzione anche se fosse chiusa nello sgabuzzino, ma ciò non significa la si possa appendere quasi a caso, dove resta spazio.

Kama photo from web

KAMA

On the web site of the Milan Triennale Museum we find the following words to description the exposure: KAMA – Sex and design-

The heart of the exhibition is a survey, curated by Silvana Annicchiarico, from historical, mythic and anthropological roots until today, with more than 200 among archeological finds, drawings, pictures, objects and artworks by International artists and designers.A wide and multi-faceted selection far from the easy stereotypes of pornography, “pruderie” or scandal: from Etruscan vases to Roman phallic amulets, from drawings by Piero Fornasetti to pictures by Carlo Mollino and Ettore Sottsass, from Mae West Sofa by Salvador Dalí to the amazing and provocative The Great Wall of Vagina by Jamie McCartney, comprising plaster casts taken from the genitals of 400 different women.

I have visited this exposition and I have to admit that I did not like. They chose a very complex theme and they tied it to a too varied world: design.
Don’t get me wrong, the show is full of very beautiful works, the problem is that these are works of art, installations and not objects of Design.

The word design means (definition from Treccani)
A term referring to the design of industrially produced objects

This does not include photographs, sculptures, installations, paintings, at least on my opinion. And much of the exposition (the first three quarters) are composed of these objects that aren’t objects, but definitely interesting and out of place, at some point my thought was: ” when does the design starts?”. ‘cause it starts at the end of the show in the last room. Each plate, cup, chair, tool captures the attention. Sex and Design is a very charming argument, and to see everyday objects with nipples is curious.
A final point that has certainly influenced my negative opinion on this exhibition: the work The Great Wall of Vagina by Jamie McCartney is sacrificed on a white wall (we see a work of art made of white chalk hanging on a white wall) in the last room with thousand other objects. Now this work would capture the visitor attention even if it was locked in the closet, but that does not mean you can hang it where you have some place left.

33 pensieri su “KAMA

  1. Ecco vedi, ho imparato una cosa nuova, nella mia ignoranza credevo che con il termine design s’intendesse tutto quindi anche una foto particolare in un portacornice magari, o un poster messo in un certo modo, però forse quello che intendo io, è più equivalente allo stile intero. Bacione.

  2. Avrei preferito fossero le parti intime dell’uomo ad essere esposte, disegnate, “vivisezionate” e a sostenere il tavolino. si , si…ci sarebb stato davvero molto meglio. Sarebbe stata una mostra sicuramente più originale.
    Anche l’uomo è bello, no?

    • ha ha ha sarebbe stato interessante ( ma come ho detto nei commenti precedenti, c’è una paritaria presenza del nudo e/o organo sessuale maschile all’interno della mostra)

  3. Si molto interessante…avrei preferito veder postato almeno un’immagine…giusto per pareggiare. Vabbè l’artista è artista anche se design…ma vorrei proprio vedere la produzione industriale di quel tavolino! ahah ahah ahah ahah

    • guarda le immagini sono quelle che ho trovato sul web, quindi non ho avuto un’amipissima scelta e mi sono dovuta accontentare! (è vietato fare foto agli oggetti esposti in mostra)

    • le mie opinioni sono mie, non assolute e dogmatiche quindi la mostra è da visitare!! (nel caso tu vada, attendo un riscontro) grazie mille per essere passata dal mio blog!

    • bah guarda direi che un tavolino così al centro del salotto fà molto cool (c’è anche la versione sedia, e udite signori e signore esiste il mobile retto da un manichino con tanto di calze a rete autoreggenti) ((ovviamente scherzo non lo metterei mai in salotto, ma non scherzo sull’esistenza del mobile visto con i miei occhi)))

  4. Pingback: KAMA | Sara Usai

  5. visto che sono un musicista, posso fare una battutaccia? quando si dice suonare la chitarra col culo…. ;D

    grazie Amù per questa tua recensione, anche se non è il mio ambito artistico preferito, mi piacerebbe visitarla… spero di fare un salto, grazie!🙂

  6. Visitato Kama poco dopo capodanno, in un freddo venerdì mattina. Appena entrato, nella sala centrale, quella del Vagina Wall, c’erano solo due pompieri di servizio alla Triennale che nel tempo in cui ho girato con calma la sala, quella zeppa di oggettini “da arredamento”, son rimasti a “guardarsele” tutte o forse sarebbe meglio dire scannerizzarle…🙂

    • ha ha ha ha ha ha maschietti, come non ne avessero mai vista una (PERDONATE LA VOLGARITA’, ma è vero hihihihihihihihi) comunque confesso di averle esaminate tutte anche io😉 che non sono un maschio😛

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