Il realismo magico attraverso Gabriel García Márquez

” molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.”

Márquez photo©Amù
Gabriel José de la Concordia García Márquez uno dei miei autori preferiti, degno portavoce della corrente del realismo magico, ovviamente uno dei miei generi letterari preferiti! Márquez nacque nel 1927, figlio di un telegrafista e di una chiaroveggente, ad Aracataca in Colombia. Già la sua nascita è intrisa del mistero tipico del realismo magico sudamericano. I suoi libri sono come grandi fiumi dove confluiscono storie straordinarie, credenze e tradizioni popolari, misteri, magia, sofferenze e grandi personalità; il talento di questo scrittore è innegabile. I suoi personaggi sono magnetici, ti innamori e loro ti rapiscono, staccare lo sguardo dalle pagine diventa quasi impossibile.
Márquez photo©Amù

“Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell’istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda possibilità sulla terra.”

Entrambe le citazioni sono tratte da “Cent’anni di solitudine”

Magical realism with Gabriel García Márquez
“Many years later, facing the firing squad, the Colonel Aureliano Buendía remembered that distant afternoon when his father took him to discover ice.”
Gabriel José de la Concordia García Márquez one of my favorite authors, spokesman for the current of magical realism, obviously one of my favorite literary genres! Márquez was born in 1927, son of a telegrapher and a clairvoyant, in Aracataca – Colombia. Even his birth is steeped of mystery typical of South American magic realism. His books are like huge rivers where do confluence extraordinary tales, beliefs and traditions, mystery, magic, suffering and great personalities, the talent of this writer is undeniable. His characters are magnetic, you fall in love with them and they kidnap you from reality, to take your eyes off the pages becomes almost impossible.
“However, before arriving at the final verse, he had already understood that he would never get out of that room, because it was foreseen that the city of mirrors (or mirror) would have been flattened by the wind and banished from the memory of men in the same instant when Aureliano Babilonia would finish deciphering the parchments, everything that was written on them was unique from everlasting to everlasting, because races condemned to one hundred years of solitude do not have a second opportunity on earth. ”
I took both quotations from “One Hundred Years of Solitude”

17 pensieri su “Il realismo magico attraverso Gabriel García Márquez

  1. Adoro Marquez.
    Mi ha sempre fatto impazzire come nei suoi libri riesca a farmi perdere il senso del tempo e del luogo, rapito totalmente dal senso e dalla trama delle storie, in un turbinio di luoghi e nomi.

    • Il realismo magico è una corrente letteraria che nasce in sud-America nel corso del novecento, “cent’anni di solitudine” è considerato il testo seminale di questo stile caratterizzato dalla presenza di elementi magici, surreali in un contesto altrimenti perfettamente realistico. (Descrizione molto semplice, ma spero efficace) grazie per esser passata dal mio blog😉

  2. Tra i miei autori preferiti. Mi piace molto “Cent’anni…” ma forse il mio preferito è “L’amore ai tempi del colera”. Sono ottimi anche “Cronaca di una morte annunciata” e “L’amore ai tempi del colera”. Ho letto anche quello che dovrebbe essere il suo ultimo lavoro, “Memorie delle mie puttane tristi”, e devo dire che non è niente di che, mentre anche sul resto si sta tra alti e bassi.

    Consigliatissima la sua autobiografia “Vivere per raccontarla”, utile a capire come sono nati i suoi romanzi.

    • Cronaca di una morte annunciata è un libro illuminato non solo er la trama ma anche per lo stile dello scrittore, per tutto il libro si parla di un unico evento senza che diventi ripetitivo o noioso! Insomma solo uno scrittore di enorme talento può fare un miracolo simile!

  3. Ciao,

    Bel blog, istruttivo per me che sono un autodidatta ignorante, ma curioso, in termini di arte. Se potessi aggiungere un 11° libro sarebbe Delitto e Castigo

  4. Confesso di aver letto solo “Cent’anni di solitudine”, ma mi aggiungo anch’io tra gli apprezzatori di questo libro. Nonostante siano quattrocento pagine di narrazione pura è riuscito a tenermi incollato per tutto il tempo (circa cento anni!) dall’inizio alla fine, che mi spiazzò completamente.

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