Hans Haacke

Hans Haacke photo©Amù

Chi è Hans Haacke? forse il nome non vi ricorda nulla ma probabilmente le immagini della sue opere vi sono più familiari. Siamo davanti ad un artista tedesco nato a Cologne, formatosi tra la Germania e gli Stati Uniti e divenuto celebre durante gli anni ’70. I suoi lavori sono installazioni che sperimentano rapporti ed equivalenze di sistemi fisici e ambientali e analisi di sistemi socio-politici. Mecenatismo, sponsorizzazione, censura, razzismo sono le tematiche che ha affrontato nelle sue installazioni e nelle sue opere, che utilizzano diagrammi, fotografie, oggetti, scritti, suoni e che spesso sono stati al centro di polemiche.

Hans Haacke photo©Amù

Io sono stata ad una sua mostra nel febbraio 2012 presso Il Museo Centro De Arte Reina Sofia di Madrid. Conoscevo solo un paio di sue opere e devo dire passeggiare tra video, foto appese come vestiti, cumuli di terra, pale spezzate, documenti appesi, teli fluttuanti è stata un’avventura che ha lasciato il segno. La mostra si intitolava “Castles in the air”. L’esposizione era composta da opere che offrivano una panoramica molto amplia sulla produzione artistica di Haacke fino ad arrivare ad opere create appositamente per questa mostra:

“Castles in the air” approfondisce i temi legati all’autonomia delle istituzioni rispetto all’ambiguità dei flussi economici che le sostengono. Soprattutto perché Hans Haacke intende i musei e le istituzioni dell’arte come luoghi di formazione che educano le persone allo stesso modo delle scuole. Circa quaranta lavori – molti dei quali di grande formato, composti a loro volta da fotografie, collage, documenti e oggetti d’uso quotidiano – riflettono sulle complesse dinamiche che regolano i rapporti tra arte e potere.

Hans Haacke photo©Amù
Hans Haacke photo©Amù

Iniziando il percorso espositivo si assiste al racconto di una città e della sua periferia; semplice nelle immagini, silenzioso ma toccante, sembra di camminare in una città abbandonata e degradata nella quale ci sono opere incompiute, macerie, rifiuti, spazzi inutilizzati (una chiara critica alle istituzioni che governano le città). Troviamo il presente nelle foto appese come abiti abbandonati a stendere al sole, e in una lunga sala troviamo una time-line di immagini in bianco e nero che raccontano il passato di questa città, all’inizio di questa sala un vaso con dentro una pianta morta forse a rappresentare un territorio deceduto, e qui unendo le immagini e i suggerimenti dati dall’artista intuiamo il futuro di questa città: Madrid.

Hans Haacke photo©Amù
Hans Haacke photo©Amù

Presentate anche alcune delle sue opere più famose, quelle politicamente impegnate e critiche nei confronti del sistema socio-politico contemporaneo. Come la mano invisibile che governa il mercato finanziario e che nell’opera ondeggia come per fare “ciao ciao” al passante. Oppure “news” una stampa continua delle notizie dell’ANSA che si accumulano sul pavimento come non avessero un valore.

Hans Haacke photo©Amù
Hans Haacke photo©Amù

Ed anche opere, che secondo me, testimoniano ciò che di bello, forse, è rimasto al mondo; ma ciò che nella mia fotografia non si vede è il cumulo di spazzatura affiancato al rigoglioso prato.

Hans Haacke photo©Amù
Hans Haacke photo©Amù

Cosa ne pensate di questo artista che spesso ha fatto scandalo con le sue idee?

fonti:
http://www.treccani.it/enciclopedia/hans-haacke/
http://www.flashartonline.it

Who is Hans Haacke? Perhaps the name does not remind you anything but probably the images of his works are most familiar to you. We face with a German artist born in Cologne, formed between Germany and United States that became famous during the ’70s. His works are composed of installations that experience relationships and equivalences of physical and environmental systems and analysis of socio-political systems. Patronage, sponsorship, censorship, racism are issues he faced in his installations and his works, using diagrams, photographs, objects, words, and sounds that have often been the center of controversy. I have been to an Hans Haacke exhibition in February 2012 at The Museum Centro de Arte Reina Sofia in Madrid. I only knew a couple of his works and I must say to walk through videos, photos hanged like clothes, mounds of earth, broken blades, documents hanging, floating sheets has been an adventure that has left its mark. The exhibition was titled “Castles in the air” and offered a very wide overview on the artistic production of Haacke and some works created especially for this show.
Starting the exhibition we see a story of a city, the suburbs of a city, the images were simple, quiet but moving on through the exhibition I had the feeling to walk in an abandoned and degraded city. We had this journey from the present of this city to the past of this city. We find this in the pictures hanged like clothes left to lay in the sun, and in a long hall where there was a time-line of black and white images that told us the history of this town, at the beginning of this room that artist placed a vase with a dead plant in it, and here combining images and suggestions we can intuit the future of this city: Madrid. There were also some of his most famous works, the once politically engaged and critical with the contemporary socio-political system. There were also present works, on my opinion, that evidence the beauty still left in the world. What do you think of this artist who has often caused scandals with his ideas?

14 pensieri su “Hans Haacke

  1. Leggendoti apprezzavo le due ultime immagini delle opere di H. H..
    E non potevo fare a meno di chiedermi quali possono essere, in dettaglio, i temi legati all’autonomia delle istituzioni rispetto all’ambiguità de flussi…mi incuriosisce.
    Mi chiedo perchè si verifica la discrasia, secondo quali dinamiche; inoltre perchè i flussi son ambigui e che si intende per ambiguità.

    • credo lui si riferisca ai flissi economici nell’opera “la mano invisibile del mercato”, trattasi del mercato finanziario le cui regole e il cui andamento viengono dettato da “mani invisibili” e noi siamo solo vittime di fluttuazioni economiche che non possiamo scegliere e/o controllare, l’opera è mobile, la mano si muove come per fare ciao ciao…
      L’istituzione è per lui un altro tema, che viene però a segnare il degrado cittàdino dovuto a istituzioni che non sono in grado di programmare l’urbanizzazione.
      Poi c’e la macchina che stampa notizie dell’ansa, “news” che si accumulano lì per terra… come se nessuno le degnasse di importanza.
      Il cumulo d’erba invece, nella mostra, era affiancato da una foto raffigurante un cumulo di spazzatura su una spiaggia, e li torniamo alla critica alle istituzioni. Insomma un artista ricco di spunti che causa moltissime riflessioni.

    • I suggerimenti sono sempre ben accetti, ho scritto l’articolo di fretta (so che non si fa, ma il tempo libero non è molto) credo di aver messo tante immagini senza chiarirne il reale significato. So che allungarlo non sarebbe intelligente, ma un po mi spiace l’idea di accorciarlo. Vedrò che fare!
      Grazie!!!

      • Gia’ sarebbe bello far vedere all’artista tedesco cio’ che abbiamo costruito con le sagome di cartone:ciminiere e citta’,mani e sagome di persone per ricordare i caduti per causa dell’inquinamento.Ci vorrebbe una presa di posizione anche artistica di un certo rilievo su questo problema che attanaglia la citta’ dei due mari.ti abbraccio,ciao.

  2. Questo mi fa venire in mente un episodio di tanto tempo fa: eravamo in gira a Parigi e ci portarono a vedere il Centro Pompidou; un compagno di scuola (un anno avanti a noi) estrasse questo pacchetto di sigarette di dimensioni maxi e lo mise in uno spazio libero lungo un corridoio, mettendoci sopra in equilibrio una sigaretta. Ovviamente dopo minuti 3 il personale si accorse dell’installazione ‘abusiva’, tuttavia un paio di visitatori fecero in tempo a fermarcisi davanti, probabilmente chiedendosi, perché non vi fosse il cartellino con la spiegazione…😉

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