Alda Merini

“Sono nata a Milano il 21 marzo 1931, a casa mia, in via Mangone, a Porta Genova: era una zona nuova ai tempi, di mezze persone, alcune un po’ eleganti altre no. Poi la mia casa è stata distrutta dalle bombe. Noi eravamo sotto, nel rifugio, durante un coprifuoco; siamo tornati su e non c’era più niente, solo macerie. Ho aiutato mia madre a partorire mio fratello: avevo 12 anni.”

Quale altro modo per iniziare a parlare di Alda Merini se non attraverso le sue stesse parole. Una poetessa che a 12 anni, a causa della guerra, non andava a scuola ma raccoglieva il riso nelle campagne di Vercelli. A 18 si sposava con un operaio “un uomo semplice”. La sua infanzia parla di povertà in un paese dilaniato dalla guerra, ma parla anche di una donna disperata e una giovane scrittrice ricca di talento che ha sempre cercato di lottare per i suoi sogni. Una vita movimentata raccontata ora dalle sue quattro figlie, che non sempre hanno vissuto con lei, ma che raccogliendo i suoi scritti e i loro ricordi ci raccontano questa donna infinitamente complessa.

“una notte nostro padre era rientrato a casa dopo essere andato in giro con gli amici e aver speso tutti i soldi, quella notte nostra madre gli scaraventò contro una sedia facendolo finire all’ospedale. Soffriva molto lei, non di gelosia, soffriva perché veniva picchiata quando lui era ubriaco, ma lei lo amava e si crogiolava nell’illusione che lui cambiasse. Questa grande sofferenza non l’abbandonerà più e sarà la stessa sofferenza che segnerà e condizionerà anche il futuro di noi figlie. Dopo questo episodio ha inizio un triste periodo di silenzio e separazione dovuto all’internamento manicomiale di nostra madre presso l’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Nostra madre smette di scrivere… un buco nero per lei e per noi.”

Questo acclamato talento milanese ricomincerà a scrivere solo nel 1979, dopo lunghi anni nei quali si alternano periodi di internameto e periodi a casa. Qualche anno più tardi perderà il fedele marito ma nello stesso periodo nascerà una profonda amicizia con il poeta Michele Pierri, un legame che ben presto diventerà un matrimonio e che porterà la poetessa a trasferirsi a Taranto. Questo nuovo amore rappresenta un periodo di breve serenità per la fragile Alda, ma durerà ben poco. La rottura con il compagno la farà ricadere in una profonda depressione e un lungo periodo di internamento all’ospedale psichiatrico di Taranto.

Alda Merini photo©Amù

Alda Merini photo©Amù

Nel 1986 tornerà nella sua amata Milano, finalmente inizierà ad avere fama di poetessa di raro talento. Inizieranno le pubblicazioni, sempre più numerose, e nascerà agli occhi del pubblico la scrittrice che tutti conosciamo. Una donna in grado di commuovere nel profondo, le cui parole colpiscono direttamente il cuore. Io vidi qualche anno fa una sua intervista, sembrava un clochard con la battuta sempre pronta, sicuramente un personaggio unico nel suo genere, ma ne rimasi irrimediabilmente affascinata.

“Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno…. per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”

Le campane del Duomo di Milano suonarono per Lei, venuta a mancare il 1° Novembre 2009.

Alda Merini photo©Amù

Alda Merini photo©Amù

http://www.aldamerini.it

“I was born in Milan on March 21st, 1931, my home was in Mangone, Porta Genova that was a new area at the time, half of people, some a little ‘elegant others not. Then my house was destroyed by bombs. We were down in the shelter when the curfew started and there was nothing left, just rubble. I helped my mother to give birth to my brother, I was 12. “
The best way to start talking about Alda Merini: through her own words. A poet that when was 12 years old did not go to school, because of the war, but picked up rice in the countryside of Vercelli. At 18 she married a laborer, “a simple man.” An eventful life told by his four daughters, who have not always lived with her, but collecting her writings and their memories are able to tell us about this infinitely complex woman. After giving birth to her first two daughters Alda Merini had e very dark period, characterized from the periodic permanence in mental health clinics.
This acclaimed talent will resume write only in 1979. A few years later after she loosed her faithful husband and she moved to Taranto to marry the poet Michele Pierri. This new relationship gifted her a short period of calm. The end of the relationship with the partner made her fall into a deep depression and a long period of internment at the psychiatric hospital of Taranto.
In 1986 she will return to her beloved Milan and finally start to have fame as a poet of rare talent.
    Alda: “I’ve enjoyed all my life, in spite of what they are saying on the insane asylum. I enjoyed the life I have because I like the hell of life and life is often a hell …. for me, life was good because I paid it dearly “
The bells of the Cathedral of Milan played for her, she passed the way on 1 November 2009.

3 pensieri su “Alda Merini

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