I sette palazzi celesti

Entrando all’Hangar Bicocca dietro ad una tenda nera si alza un sipario sorprendente, e si accede ad un capannone enorme con le pareti dipinte di nero nel quale domina un’isola di pallida sabbia dalla quale spuntano i sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, prolifico artista tedesco. Trattasi di sette strutture in cemento armato, con altezze che variano dai 14 ai 18 metri ed arrivano a pesare 90 tonnellate ciascuna, un’opera imponente che sintetizza anni di lavoro di un grande artista contemporaneo. Ogni torre è unica, ogni torre narra parte della storia dell’uomo tra piombo, cemento armato e scritte in neon. Nessun riferimento è casuale Kiefer parte dalla Cabala con i Sefiroth cioè gli strumenti di Dio: la corona suprema, la saggezza, l’intelligenza, l’amore, il potere, la bellezza, la tolleranza, la maestà, la fondazione del mondo e il regno. Nella torre “Melancholia” ci racconta della filosofia del ‘500, che definiva gli artisti come i “nati sotto Saturno” il pianeta della malinconia; e ai piedi della torre troviamo lastre di vetro con sopra scritte le serie numeriche che corrispondono alla classificazione dei corpi celesti e rappresentano le stelle cadenti. Proseguendo troviamo Arat torre che porta il nome della località nella quale, secondo la bibbia, si arenò l’Arca di Noè. La torre più alta misura 18 metri ed è percorsa da strisce di piombo che si posano al suolo tra bobine cinematografiche, queste “pellicole” sono in un materiale che non può essere attraversato dalla luce. Quindi non abbiamo immagini, non abbiamo testimonianze (chiaro riferimento all’olocausto). In quest’opera troviamo due torri che nei loro messaggi racchiudono i simboli fonetici JH&WH che in ebraico compongono la parola Dio (Jahweh) termine che gli ebrei non possono pronunciare. L’ultima torre è ornata da cornici vuote e lastre di vetro, come tele ma senza immagini. Capisco sia un riassunto complesso, ma arrivati all’Hangar prendete l’opuscolo descrittivo dell’opera e con calma passeggiate intorno ai palazzi celesti cercando ogni simbolo, leggendo la spiegazione e vi garantisco che verrete rapiti da quest’universo parallelo composto dalla nostra storia e dalla nostra tradizione, meravigliosamente immerso in un silenzio divino.

I Sette palazzi celesti

I Sette palazzi celesti


The seven heavenly palaces
When you walk in the Hangar Bicocca behind black curtain rises a surprising stage curtain that leads to a huge hall with all the walls painted in black where you can see an island of pale sand from which emerge the seven heavenly palaces of Anselm Kiefer a prolific German artist. These seven structures made of reinforced concrete, with different heights ranging from 14 to 18 meters and weigh 90 tons each, are an impressive work that summarizes years of work of this great contemporary artist. Each tower is unique, each tower tells part of the story of human race. Nothing is random Kiefer starts from the Cabal with “Sephiroth” that narrates God’s instruments: the supreme crown, wisdom, intelligence, love, power, beauty, grace, majesty, the foundation of the world and the kingdom. The next tower “Melancholia” tells us about the philosophy of 1500, which defined the artists as “born under Saturn” the planet of melancholy, and at the bottom of this tower are written on sheets of glass the numerical series that correspond to the classification of  heavenly bodies representing the shooting stars. Continuing, we find “Arat” the tower that bears the name of the place where, according to the Bible, Noah’s Ark ran aground. The highest tower measuring 18 meters is crossed by lead strips that are placed on the ground between film reels, these “films” are in a material that cannot be traversed by light. So we have no images, we have no evidences (a clear reference to the Holocaust). In this work we find two towers which in their messages contain the phonetic symbols JH & WH that make up the Hebrew word God (Yahweh) term that Jews are not allowed to pronounce. The last tower is decorated with empty frames and glass plates looking like canvas but without images. I understand this is a complex summary, but when you arrive at Hangar Bicocca take the describing brochure of the work and calmly walk around the celestial palaces looking for every symbol and reading the explanation. I guarantee that you will be kidnapped by this parallel universe made of our history and of our tradition, beautifully set in a divine silence.

23 pensieri su “I sette palazzi celesti

  1. bella scoperta il tuo blog! non so come tu sia arrivato al mio ( modestissimo) ma sono felice di averi incontrato, perchè ho un passione sfegatata per l’arte contemporanea. ti seguirò con un forte interesse!

  2. Miracolo…
    Un post che son stata in grado di bermi in un sorso, ingordamente. Un pò per la mia passione , ma soprattutto per un linguaggio che testimonia e non straborda, “dettaglio” ormai desueto nel panorama internauta.🙂

  3. p.s. tra tutti mi sarei fermata incuriosita oltre misura laddove si ” racconta della filosofia del ’500, che definiva gli artisti come i “nati sotto Saturno” il pianeta della malinconia; e ai piedi della torre troviamo lastre di vetro con sopra scritte le serie numeriche che corrispondono alla classificazione dei corpi celesti e rappresentano le stelle cadenti. “

  4. voglio passare a vederle, m’hai fatto tornar voglia di rivivere un po’ dellì’atmosfera centreuropea di milan, aperitivi compresi🙂, è un po’ che manco. Conosci lo Spazio Tadini? un saluto, ti seguo

    A

  5. Pingback: Best of | Amù

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