Trilogia della città di K

Ágota Kristóf è una scrittrice ungherese, naturalizza svizzera che ha scritto in francese, sua seconda lingua. Il suo francese non è mai stato perfetto ma questo non le ha impedito di scrivere dei veri capolavori; tra i quali “trilogia della città di K”.
Questo romanzo è in realtà la fusione dei suoi tre romanzi più celebri: “il grande quaderno” (che le regalò il suo primo vero successo letterario), “la prova” e “la terza menzogna”. Trattasi di un romanzo di formazione, che racconta la vita di due fratelli gemelli. L’autrice è una maestra della narrazione che tiene in pugno la mente del lettore dalla prima all’ultima pagina. In un primo momento la storia può apparire “semplice” ma Ágota Kristóf fin dal principio nasconde tra le giornate di questi due bambini un dubbio, come un piccolo seme piantato d’inverno fiorirà quando tutti si saranno dimenticati dove era stato messo nella terra fredda; e grazie ad una magistrale capacità narrativa il lettore si troverà spaesato, confuso e con mille domande, il tutto senza nemmeno essersi reso conto di come questo sia stato possibile. Solo una persona infinitamente talentuosa è in grado di elude così bene la logica, l’intelligenza e la fantasia del lettore.

Posso affermare che questo è uno dei libri più belli io abbia mai letto.

La trilogia della città di K

trilogia della città di K

Trilogy of the city of K
Ágota Kristof is a Hungarian writer, naturalized Swiss. She wrote all of her works in French, her second language. Her French has never been perfect, but this did not prevent her from writing several masterpieces, including “trilogy of the city of K”.
This novel is actually the merger of hers three most famous novels: ” The Notebook ” (with which she had her first real literary success), the ” The Proof ” and “the third lie.” This is a novel of formation, which tells the story of two twin brothers. The author is a master storyteller who holds the mind of the reader from the first page to the last one. At first the story may seem “simple” but Ágota Kristóf from the beginning hides in the days of these two kids a doubt, that as a small seed planted in winter will bloom when everyone will have forgotten where it had been planted; and thanks to a masterful narrative the reader will feel lost, confused and with a thousand questions, all without even having realized how this was possible. Only an infinitely talented person can be able to elude in such a good way the logic, the intelligence and the imagination of the reader.
I can say that this is one of the most beautiful books I’ve ever read.

30 pensieri su “Trilogia della città di K

  1. posso provare a iniziare a leggere qualche pagina ..avevo bisogno di uno stimolo librario per riprendere a leggere… è un periodo un po’ magro per me in fatto di voglia di lettura… ma mi hai stimolata. Grazie e a presto🙂

  2. la smetti di postare articoli interessanti che mi distrai dal lavoro???🙂
    Questo libro è stato un pugno nello stomaco…così come tutte le pubblicazioni di Agota.
    Anche io l’ho regalato a tanti amici…ti consiglio anche “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” di Harstad Joahn…meritevolissimo🙂

    • è un bel libro, di qualità! grazie, la foto l’ho scattata io, cerco di caricare sul blog il maggior numero possibile di foto “originali”…

  3. Bene, mi sa che me lo compro e comprerò anche quello che ha suggerito arrevexio…..
    i soldi spesi nei libri sono il miglior investimento possibile……anche nei viaggi però…
    libri, viaggi e voglia di vivere e scoprire, tutto quello che ti arricchisce dentro!
    Grazie, interessante blog
    Ciao Pan

  4. uno dei più bei libri ch’io abbia letto.
    Sorprendente sentirne “parlare” in un blog.
    Fosse, il proprietario del blog, intendo, fosse anche uno dei pochi che in Italia ha letto Antonio Lobo Antunes?
    Chissà? Aspetto notizie…
    E intanto, viva la Trilogia!
    (e anche la tua perfetta critica appassionata.)

  5. Pingback: Trilogia della città di K « Il blog di Ponterosso

  6. segnalalo per Prima I Lettori (www.primailettori.wordpress.com), il primo e unico concorso letterario che premia i lettori e non gli scrittori – vince chi segnala il testo che gli altri lettori giudicheranno più bello e interessante. ciao sandro

  7. Ciao Amu.
    Ti lascio la mia recensione sul libro postata su Anobii. Nel contempo seguo il tuo Blog.
    “Nel momento in cui scrivo, questo libro ha su Anobii quasi 1400 recensioni. Questo mio commento non aggiunge quindi nulla alla grande mole di riflessioni e osservazioni che il libro ha suscitato nella comunità.
    Si tratta indubbiamente di un romanzo (o meglio, di tre romanzi) che analizza e mette in luce le tragedie attraverso cui è passata l’Ungheria dagli anni ’40 del novecento in poi, viste con gli occhi di due bambini (o di uno solo?)
    Il primo romanzo è straordinario: il diario dei gemelli registra quello che accade attorno a loro con una prosa scarna, oggettiva ed incalzante che “monotonizza” anche le situazioni più scabrose e crudeli. Nelle altre due parti, rivisitazione e continuazione della prima, si avverte il bisogno dell’autrice quasi di stemperare le frasi-rasoiate de Il grande quaderno. A mio modo di vedere l’insieme perde così un po’ della carica eversiva che lo caratterizzava, e la storia viene traghettata verso lidi più sicuri, quasi che la Kristof non sia stata in grado di sopportare la tensione che lei stessa aveva creato. “

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