Lo spazio dell’arte

Non poche sono le critiche nei confronti del sistema che gestisce le mostre d’arte. Come sarebbe la struttura ideale per la fruizione dei beni culturali? Esiste una formula organizzativa migliore di quella attuale?
Qui di seguito quelli che secondo me, visitatrice, possono essere alcuni punti interessanti per rendere l’approccio alla cultura più semplice.

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-> Spazio per l’opera – alcune opere hanno un luogo naturale (affreschi, monumenti) altre hanno la possibilità di essere spostate, questo non comporta possano essere messe ovunque. Ogni opera d’arte, quadro, statua o installazione che sia, necessita di uno spazio adeguato e adeguatamente ampio per garantire al visitatore di ammirare tutte le opere nella loro bellezza! Nessuno apprezza capolavori ammassati in stanze troppo piccole.

-> Spazio per il visitatore – luoghi adeguatamente ampi garantiscono non solo che l’opera risalti ma anche che il visitatore abbia la possibilità di ammirarla senza dover lottare per trovare una posizione adeguata per ammirare i vari capolavori.

-> Spazio per la contemplazione – questa è una mia crociata personale; ogni sala, di ogni museo dovrebbe offrire allo spettatore un posto dove fermarsi ad ammirare l’esposizione. Panche, sedie, poltroncine davanti alle opere per potersi sedere! L’arte è un momento di intima riflessione ed è bellissimo potersi sedere per gioie al massimo di ciò che ogni opera d’arte offre.

-> Spazio per l’attesa – ci dovrebbe essere per ogni tipologia di mostra un numero di visitatori massimo alla volta, un volta raggiunto il numero ai visitatori è garantito un giro sereno mentre per chi non è entrato? Certo non può aspettare in fila, può acquistare il biglietto d’ingresso e attendere in un’area appositamente strutturata con bar, libreria, book shop e magari un’area di supporto digitale dove si possono consultare informazioni sulla mostra in corso, su quelle passate e quelle future.

-> Spazio per i bambini – i bambini hanno una percezione ampliata dalla loro innocenza e sono stimolati in modo incredibile da tutto ciò che li circonda. Certo la comprensione vera e propria delle varie forme d’arte risulta più difficoltosa per loro, ma non per questo vanno trascurati come visitatori. Ogni museo, spazio espositivo dovrebbe avere uno luogo dove i bambini possono disegnare, creare, guardare libri o documentari adeguati alla loro età.

-> Spazio per approfondimenti – ogni mostra dovrebbe essere accompagnata da “lezioni”/ conferenze/ work shop, tenute dal curatore o da esperti e dedicate a visitatori che dopo, o prima della visita vogliono (su prenotazione per partecipare all’evento) avere un approfondimento.

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Space for art
Many are the critics against the system that handles the art exhibitions. What would it be the ideal structure for the use of cultural heritage? Does it exist an organizational formula better than the current one?
Here are some interesting points to make the approach to culture easier on my opinion, as a visitor.
-> Space for the work – some works have a natural place (murals, monuments) others have the chance to be moved, it does not mean they can be placed anywhere. Every work of art, painting, statue or installation, requires a suitable space.
-> Space for visitors – places adequately large not only guarantee that the work stand out but also that the visitor has a chance to admire it without having to struggle to find a suitable location to admire the various works.
-> Space for contemplation – this is my personal crusade, every room of every museum should offer the viewer a place where to stop to admire the exhibition. Benches, chairs, armchairs to sit in front of the works!
-> Space for who waits – there should be for each type of showing a maximum number of visitors at time, but who is waiting his turn should have the chance to buy the ticket and wait in a bar, library, book shop and maybe an area with digital media support where you can consult information about the current exhibition.
-> Space for children – children have an amplified perception and they are stimulated in an incredible way from everything that surrounds them. Every museum should have a place where children can draw, create, watch documentaries or books appropriate to their age.
-> Space for more specific information – each exhibition should be supplemented by “lessons” / conferences / workshops, held by the trustee or by experts.

22 pensieri su “Lo spazio dell’arte

  1. comportamenti simili li rammento al Cenacolo Vinciano a Milano, una rarità necessaria visto il deterioramento nel tempo… purtroppo noi italiani siamo un popolo che nasce dall’arte ma a “viverla appieno” di strada ne dobbiamo ancora fare parecchia… abbiamo il pane in casa e moriamo di fame… Questa è la politica , questi sono i nostri governanti… questi siamo noi. Buona giornata!ah una mia disperata rassegnazione… per colpa della pessima organizzazione ancora i Musei Vaticani sono un mistero per me… code, code interminabili e poco tempo per sostare per non parlare della confusione… sigh…:o(

    • Guarda hai perfettamente ragione, per l’italia dei beni culturali la strada è ancora lunga, ma penso di giovani menti con idee fresche ce ne siano in giro per il bel paese e confido in loro per una rivoluzione culturale!

      • hai ragione ma se penso ad un BONDI come ministro … di unb tempo ormai andato (per fortuna)e alla non curanza dei nostri governanti sull’arte confido in una lotta dura senza paura per appropriarcene esperti e non come me… a presto!!!:-)

  2. E il problema dei Direttori dei musei? (vedi Gerolamini &C.) Quello dei curatori delle mostre? Il prezzo dei biglietti che rende oggettivamente “di classe” la fruizione? E della lobby(sic.) dei critici d’arte ne vogliamo parlare? Grazie per aver gettato il sassolino nella cloaca.

  3. Pingback: Lo spazio dell’arte | antiquasarnico.com

  4. Bravissima! Hai scritto un post davvero interessante, mi permetterei di aggiungere “il diritto alla comprensione”. Ci sono due cose che non ho mai tollerato e contro cui mi batto ogni qual volta organizzo una mostra o fruisco di una mostra altrui: primo la mancanza di un testo che spieghi al visitatore in termini chiari e comprensibili da tutti il senso di ciò che guarda e per cui ha pagato un biglietto; secondo i critici che parlano per loro stessi e al massimo per altri 3 critici facendo una gara a chi inserisce più citazioni senza spiegarle per sentirsi più figo. Intollerabili. L’arte è comunicazione, deve essere diretta a tutti e a chi guarda deve essere data la possibilità di capire, qualunque livello culturale abbia. Si può comunicare d’arte in modo semplice, chi scrive per se stesso dovrebbe avere i giorni contati in questo campo perchè danneggia tutta la categoria e allontana la gente da un bene prezioso.

  5. E io, da visitatore, non posso che essere d’accordo!🙂
    Se sei stata in qualche museo a Londra penso avrai notato la differenza😉 [PS grazie per il following!]

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