ImitationOfDeath

Il 15 Ottobre sono andata allo Studio del Teatro Piccolo ad assistere ad uno spettacolo che molto mi aveva incuriosita. Avevo letto, mesi fa, un’intervista a due registi: Ricci e Forte che avevano riscosso un grandissimo successo con una “rappresentazione” definibile come una rivoluzione dei linguaggi. Ignara di cosa mi aspettasse sono corsa a comprare i biglietti al Teatro Piccolo (ho avuto fortuna perché i posti rimasti erano proprio pochi).
Dire che questo spettacolo sia anticonformista, è dire poco. Una rivoluzione! La distruzione del teatro, la demolizione dei simboli della società, la frammentazione dei sentimenti più profondi dell’uomo; es, ego e superego schiacciati e frullati. Dopo pochi minuti ci si rende conto che ogni cosa è possibile, non ci sono limiti, non ci sono barriere strutturali, non c’e un palco, non c’e una storia, non c’e un protagonista, non ci sono vestiti, non c’e pudore, non c’e difesa, non c’e paura; e così non ti resta altro da fare che lasciarti sorprendere, ridere, commuoverti, avere paura e ammettere a te stesso che nudo (senza abiti e con l’anima messa a nudo) forse stai bene. Se volessi raccontarvi lo spettacolo dal primo momento, quando entrando in teatro vedi gli attori in mutande sdraiati per terra, mi sarebbe impossibile. La rappresentazione non segue una logica tratta solo temi diversi in momenti diversi e con metodi diversi, ed ogni tema lascia un’impronta nell’anima ed un pensiero in testa.

“camminando per strada vedo mille volti sorridenti, tutti uguali con questi sorrisi stampati in faccia; ricordano le foto sulle lapidi dei defunti. Anche se essere morti è più semplice, è più ovvio”

ImitationOfDeath

ImitationOfDeath

ImitationOfDeath
On October 15th I went to “Studio del Teatro Piccolo” to attend a show that had me very intrigued. I had read a few months ago, an interview with these two directors: Ricci and Forte, they are having a huge success with a “representation” defined as a revolution of languages. Unaware of what to expect I went to buy the tickets at Teatro Piccolo, and I got lucky because just a few sits were remaining.
To say that this show is unconventional, it’s not enough. This is A revolution! The destruction of the theater, the demolition of the society symbols, the fragmentation of the deepest human feelings; es, ego and superego crushed and pressed. After a few minutes you realize that everything is possible, there are no limits, there are no structural barriers, there’s no stage, there’s no story, there’s no protagonist, there are no clothes, there is no shame, there are any defense, there is no fear, and so you just have nothing to do but be surprised, laugh, get scared and admit to yourself that “naked” maybe you feel good. If I had tried to tell the show from the first moment, when entering the theatre I saw the actors lying almost naked on the ground, I would have done a mess because the representation does not follow a logic it just goes on by different themes at different times and with different methods, and each topic leaves something into your soul and a thought in your head.

“Walking down the street I See one thousand smiling faces, they look all the same with these smiles on their face; it remind me of the photos on dead people graves. Though being dead is easier, it’s more obvious”

17 pensieri su “ImitationOfDeath

  1. La tua descrizione mi ha ricordato molto la sensazione che ho avuto la prima volta che ho assistito ad uno spettacolo de La Fura dels Baus. Ricordo il senso di smarrimento, di nudità (anche se ovviamente ero vestito). Mi son sentito disarmato davanti alla mancanza di spazio definito, di scene in senso classico, di recitazione. Sapevo cosa stavo andando a vedere ma l’azione ha superato l’immaginazione. Ci sono artisti che riescono a rompere le barriere con il pubblico per annullare le distanze e mostrarci la nuda verità

      • Son riuscito a capire le tue sensazioni proprio perchè anche io mi ci son trovato pienamente travolto. Non so se ti sia capitato di vedere la Fura ma non appena ne hai occasione precipitati!🙂

      • Hai per caso visto la mostra su Dracula? Credo farò un salto a gennaio per vederla e ovviamente andrò anche a vedere cosa c’è di bello all’Hangar Bicocca…non mi delude mai🙂

      • No non ho ancora visto la mostra su Dracula, mi hanno detto amici che è un buon mix tra storia e finzione. Comunque alla Triennale ci sono altre mostre molto interessanti!

  2. Si, al primo spettacolo che vidi di Ricci e Forte avevo avuto le stesse dirompenti sensazioni. Poi vidi il secondo e il terzo…. ho iniziato a capire il loro lavoro e non mi sorprende più. Diciamo che in modi diversi sono tutti abbastanza simili. So di dire un bestemmione, la critica li osanna.

    • Il talento risiede anche nel saper cambiare, loro hanno sperimentato una nuova forma di teatro che ha riscosso consensi tra pubblico e critica. Ma capisco che la medesima forma non possa essere eternamente sorprendente e innovativa. Vedremo se saranno in grado di produrre ulteriore innovazione.

  3. Il primo spettacolo che vidi di Ricci e Forte fu quasi per caso, dopo aver visto sul TG Regionale una recensione.
    La sera stessa mi presentai con un’amica in teatro sperando in qualche posto libero. Incappammo in qualche defezione e potemmo entrare. Concordo con elinepal quando dice che “in modi diversi sono tutti ababstanza simili”. Pero’ trovo ancora sorprendente quello che fanno e consiglio a tutti di vedere i loro spettacoli almeno una volta.
    Potrebbe sorprendere molti scoprire che Ricci e Forte sono anche gli autori de i Cesaroni…
    E questa versatilità é già innovativa.🙂

    • cavoli se sono davvero gli autori dei cesaroni MI COMPLIMENTO ulteriormente con loro per la loro elasticità e il loro talento (non che io ami i Cesaroni, ma se sono in grado di scrivere una fiction e uno spettacolo teatrale che stà agli antipodi del format televisivo meritano davvero il loro riconoscimento)

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