Walking on clouds

L’Hangar Bicocca presenta un’opera straordinaria e unica; un’opera da vivere dove il visitatore diventa protagonista e dà vita all’opera stessa. L’installazione è stata creata da un talentuoso e visionario artista argentino: Thomàs Saraceno.
“Walking on clouds”si compone di tre membrane trasparenti, gonfiate dal ricambio di aria calda ed aria fredda; sospese, rispettivamente, a 20, 22 e 24 metri di altezza all’interno di una zona apposita dell’Hangar Bicocca.
Quest’opera, che regala un’esperienza unica, ha riscosso un enorme successo tra il pubblico, quasi inusuale per l’arte contemporanea.
L’accesso all’installazione è gratuito, si accede a gruppi di 5 ogni 15 minuti ma visto il successo l’attesa non è quasi mai breve. Ma in una struttura museale così moderna ed “europea” si può attende ammirando le altre opere presenti, leggendo in una piccola sala biblioteca dove è anche possibile guardare video di vario genere oppure si può ingannare l’attesa nel grazioso bar presente all’interno dell’Hangar.

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Io, ovviamente, ho provato “walking on clouds”, formato il mio gruppo di 5 mi sono presentata lì all’orario di apertura! Salita sulla piattaforma più alta ho pensato l’opera assomigliasse ad un cuscino gigante ed è iniziata l’avventura. All’opera si accede scalzi e l’unico modo per muoversi è gattonando. Questa “nuvola” si deforma in base ai movimenti delle 5 persone che vi sono sopra, e questo permette di fare un piccolo esperimento: infatti se più persone si trovano nello stesso punto per gli altri diventa quasi impossibile muoversi e per gli stessi diventa difficile uscire dalla voragine creatasi. Quindi, resistendo all’istinto di avvicinarci per chiacchierare, ci siamo istintivamente posti in cerchio, l’opera richiede collaborazione, e oltre all’adrenalina si sperimentano queste, quasi incoscienti, dinamiche di gruppo. Dopo la membrana sospesa a 24 metri si ha la possibilità di accedere ad una delle due membrane inferiori, al che il gruppo si separa, questo è molto interessante perché le membrane sono trasparenti e comunicanti. Ovviamente ci si può, anche, semplicemente sdraiare lasciandosi cullare dal movimento che creano gli altri; ma dopo i 24 metri si prende una certa confidenza con l’opera e distrutto il cerchio, così sicuro e rassicurante, si possono esplorare tutte le possibilità che la fruizione di un’opera così geniale e unica offre. Però questo lo scoprirete da voi se visiterete l’Hangar Bicocca.

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Walking on clouds
Hangar Bicocca presents an extraordinary work, where the visitor becomes the protagonist and gives life to the work itself. The installation was created by a talented and visionary artist from Argentine: Thomàs Saraceno.
“Walking on clouds” is composed by three transparent membranes, inflated by the replacement of hot and cold air; suspended, respectively, at 20, 22 and 24 meters height.
This work, which offers a unique experience, has gained immense popularity among the public, almost an unusual thing for contemporary art.
Of course I’ve tried “walking on clouds”. When I’ve arrived to the higher platform I thought the work looked like a giant pillow and the adventure began. You access the work barefoot and the only way to move is crawling. This “cloud” is deformed according to the movements of the 5 people that are on it, and this allows you to do an experiment: in fact, if more people are in the same point for others becomes almost impossible to move and for those who are standing together becomes difficult to get out of the hole they have created. So, resisting the urge to get closer to chat, we instinctively placed in circle; the work requires collaboration, and more than adrenaline you experience these, almost unconscious, group dynamics. After the 24 meter height membrane the visitor has the chance to access one of the two lower membranes, the group has to split, this is very interesting because the membranes are transparent and communicating. Of course you can also simply lie down enjoying the movement created by the others; but after the 24 meters height level you take a certain familiarity with the work and destroyed the circle, so safe and reassuring, you can explore all the possibilities that the use of this amazing work offers.

28 pensieri su “Walking on clouds

    • Non si rimbalza, è piu come un cuscino gigante stra pieno di piume, quando appoggi la testa affonda e quando la toglia questo riprende la sua forma originale, spero di aver reso l’idea con questo paragone! Comunque non credo che una macchina del fumo lo avrebbe completato, certo sembra di camminare su una nuvola, ma l’opera vuole comunicare e sperimentare le dinamiche di gruppo in uno spazio a noi sconosciuto ma che noi possiamo “controllare” e “deformare” con le nostre azioni. Il fruitore è il fautore stesso dell’opera che non mira a colpire con la sua scenografia!

  1. Grazie per le preziose info. É proprio il blog che cercavo, sono arrivato in questi luoghi da pochissimo : mi serviva una guida🙂.
    Un grazie anche per aver dato un’occhiata alle “onde” del blog, da parte mia e della mia co-blogger. Ciao

  2. ciao Amù,
    ho capito il senso vero dell’installazione all’Hangar Bicocca. Mi sembrava più un simpatico divertimento che altro. Invece capisco dalla tua descrizione che è un reale luogo per stimolare una socializzazione, o almeno una riflessione sulle interazioni reciproche. Avevo un mezzo pensiero di andare a provarlo: adesso il pensiero c’è tutto ! 🙂

    Grazie per le stimolanti indicazioni, e grazie anche per il passaggio “attraverso” i miei lampi di cielo.
    Claudio

  3. Pingback: Best of | Amù

  4. Installazione bella e divertente! Andrò a vederla, se riesco. Tra l’altro la tua osservazione sulla deformazione della superficie mi ricorda il modello relativistico della forza gravitazionale: un corpo con la sua massa deforma lo spazio-tempo proprio come una palla fa incurvare un foglio di plastica, “attirando” a sé ciò che la circonda. Quindi è pure istruttivo🙂

  5. Pingback: l’arte e la cultura 2012 diventano i blockbuster milanesi | Amù

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