Picasso, il divo milanese

Picasso è apparso a Milano il 19 Settembre 2012 con uno splendido spettacolo intitolato “Picasso desnudo”:
dove due grandi attori hanno diviso la scena con Pablo Picasso, in totale democrazia; catturando un pubblico difficile con carisma e ironia; sospesi tra arte, satira e diatribe matrimoniali. Credo nessuno avrebbe saputo presentare un lavoro migliore; ma del resto solo un genio, come Dario Fo, poteva sviscerare e svelare con tanta maestria un altro genio. Sono stati proiettati 200 “falsi d’autore” dipinti dalla mano di Fo. Il quale insieme alla sua compagna di vita, Franca Rame, ha presentato al Teatro del Verme di Milano, un Picasso inedito per la sua toccante e sconvolgente umanità; caratteristica che raramente siamo in grado di associare a personaggi il cui genio sfiora la leggenda.
La più bella “lezione” di storia dell’arte a cui io abbia mai assistito.

Nudo sdraiato 1932

Nudo sdraiato 1932

E così inizia un’avventura lunga migliaia di visitatori in fila ogni giorno per ammirare le opere del maestro protagonista assoluto dell’inverno milanese.

Ritratto di Dora Maar 1937

Ritratto di Dora Maar 1937

Come sempre un’emozione struggente.
La mostra è stata organizzata in un’ala di Palazzo Reale che non avevo mai visitato, una zona non restaurata, molto affascinante nella sua decadenza. Cornice suggestiva per uno dei più grandi geni della pittura del ‘900.Il percorso inizia con una serie di documenti a testimonianza della precedente esposizione milanese di Picasso, risalente al 1953, mostra storicamente rilevante perché nel portfolio fu esposta la “Guernica” (che, oramai, non lascerà mai più Madrid).

Massacro in Corea 1951

Massacro in Corea 1951

La mostra parte con un quadro importantissimo “massacro in Corea”; il quale ritrae un plotone di soldati americani pronti a fucilare un gruppo di donne e bambini coreani, nudi. Questa non è stata una scelta casuale perché, narra leggenda, nei lontani anni ’50 Andreotti vietò l’esposizione di quel particolare quadro durante la personale di Picasso a Roma; forse un’immagine troppo cruda, forse troppo critica nei confronti degli americani che avevano appena liberato l’Europa. Infatti un’intera stanza è dedicata all’opera, ornata da specchi e da un’installazione che vuole narrare Picasso come uomo e la realizzazione della Guernica, attraverso fotografie e proioezioni, una piacevole introduzione all’esposizione.

Il bacio 1969

Il bacio 1969

Onestamente mi aspettavo una maggiore quantità di opere, anche se per una volta a Palazzo Reale non troviamo capolavori malamente ammassati in poco spazio (i lavori di restauro della struttura, ammetto, non favoriscono le idee dei curatori). Molte le opere famose, stilisticamente rilevanti e rappresentative dei vari periodi pittorici di Picasso. Inutile sottolineare che i quadri e le sculture che testimoniano la nascita del cubismo sono stati i più belli, a mio avviso. Picasso con le sue forme deformi, i colori sgargianti o la totale mancanza di colore che si fonde in differenti immagini alcune erotiche, altre dolci e altre ancora macabre; dona emozioni in grado di smuovere e commuovere anche gli animi più rigidi. Ma questo è Picasso ed elogiarlo è scontato.
Posso dirvi che Finalmente a Milano troviamo delle panche dove poterci sedere per ammirare e godere a pieno dall’impatto emotivo e del piacere visivo di tali manifestazioni di bellezza!

Donna con cuscino 1969

Donna con cuscino 1969

Picasso, the star of Milano
Picasso has appeared in Milan on September 19, 2012 with a theatrical performance titled “Picasso desnudo” (naked Picasso)Where two great actors, Dario Fo and Franca Rame, told us the life of Picasso as no one had ever done before. Successfully mixing humor, history and real life. The most beautiful art history lesson I have ever witnessed. And so began an adventure long as thousands of visitors lined up every day to admire the works of the master protagonist of Milan’s winter.The exhibition takes place in a wing of the Royal Palace, which I had never visited before, a not restored area, very charming in its decadence. Picturesque setting for one of the greatest geniuses of the last century. Our journey starts with a series of documents as evidence of the prior exposure that Picasso had in Milan in 1953, very important event because in the portfolio was exposed the “Guernica” . The exhibition begins with an important framework “Massacre in Korea”, which depicts a platoon of American soldiers ready to shoot a group of Korean women and children, naked. This was not a random choice because, legend has it, back in the ’50s Andreotti forbade the exposure of that particular framework during Picasso’s personal expo in Rome. In fact, an entire room is dedicated to the work. Honestly I was expecting more works, although for once at the Royal Palace we don’t look at masterpieces badly crowded into a small space. We find many famous works, stylistically relevant and representative of the various periods of Picasso’s life. Needless to say, the paintings and sculptures that illustrate the birth and the evolution of cubism were the most interesting, on my opinion. Picasso with his deformed shapes, bright colors, or the total lack of color that blends in so many different shapes is able to thrill even the most rigid minds. But this is Picasso and to praise him is almost useless. Finally I can tell you that in Milan’s Royal Palace appeared some benches where we can sit to admire and enjoy fully the emotional and visual pleasure of such a manifestations of beauty!

35 pensieri su “Picasso, il divo milanese

  1. Pur essendo una cultrice d’arte, Picasso è tra i geni che non mi è mai stato semplice avvicinare.
    Con questo apporto la mia strada nella sua conoscenza è più agile.

  2. ciao! ti ho seguita dal mio blog e ti faccio i complimenti, mi accodo ai pensieri dei commenti sopra e dico che la sua scrittura è molto limpida.
    Inoltre mi ha incuriosita tantissimo la questione del divieto delle opere a Roma, guarda caso, voluto da Andreotti.
    Mi iscrivo e ti seguirò, grazie!

  3. Anche tu parli di file, di code: ringraziandoti sinceramente perché rendi possibile una migliore conoscenza delle opere di Pablo Picasso, ti chiedo se è l’organizzazione delle mostre sarebbe da modificare. Com’è possibile ritrovarsi in massa a vedere le opere di Picasso? Che fruizione è possibile? Non è frustrante? Al Louvre hai pochi minuti per vedere la Gioconda in mezzo a una folla inquieta. Agli Uffizi pure, credo che a Firenze ci sia meno pressione, ma come si fa ad apprezzare un’opera d’arte così, in fretta, in pochi minuti, tra gente che chiacchiera? Meglio che tutti accedano e vedano, ovviamente. Ma è meglio per tutti se la fruizione può essere appagante, non così frustrante. Si rischia di vedere…. senza aver guardato attentamente!

    • Guarda io, personalmete, andando a visitare la mostra non ho fatto la fila, ne mi sono trovata nella ressa all’interno del percorso. Sono andata un mercoledì dopo il lavoro , verso le 18:00 (lavorando a Milano, vicino al centro, è stato semplice scegliere un orario più adeguato). Comunque sono perfettamente d’accordo con te; per godere di una mostra bisogna avere il tempo di visitarla con calma senza dover lottare per vedere ogni quadro. Ma la soluzione a questo problema non è così immediata, anche se penso che porre un limite massimo di visitatori che hanno accesso alla mostra e lasciar entrare quelli in fila man mano che questi escono potrebbe aiutare. Alcuni musei tra cui il Tate di Londra e il Museo d’Orsay a Parigi già applicano quest’organizzazione; ma sono anche ben strutturati con bar, ristoranti, shop e librerie in modo che chi è in attesa non si annoi. Certo quest’idea non è appllicabile a tutti i musei, e non si può pretendere di non trovare la ressa davanti alla Gioconda, per quanto sia un peccato!

  4. Per come lo hai presentato se prima fremevo all’idea di andare a Palazzo Reale ad ammirarlo… adesso non sto nella pelle. Mio figlio che è andato giorni fa sostiene che le opere raccolte non siano tantissime… Mi permetterò di dirti il mio pensiero appena vado… per ora…. Grazie di tutto. e alla prossima.:)

  5. Picasso mi affascina, ma non lo amo. Mi ero preposto di passare per Milano per la mostra e spero di riuscire nel mio proposito. Ho visto di Picasso moltissime opere in tutto io mondo ed anche quelle esposte che arrivano da Parigi. Mi affascina l’idea di vederle insieme all’ombra del Duomo. Ti lascio il link del “mio Picasso”, ho visto velocemente (ma approfondirò!) che coltiviamo molti interessi in comune.

    http://assolocorale.wordpress.com/2012/10/17/quel-genio-di-picasso/

  6. BRAVISSIMA! sono davvero belli i tuoi post (e per ora ho visto solo quelli di dicembre!), la semplicità di una scrittura che cattura l’attenzione e avvicina il pubblico tutto all’arte, continua sempre così! buone festività, luca

    • Sei gentilissimo🙂 ho iniziato a scrivere sul blog solo a dicembre per questo ci sono lochi post, grazie per la tua visita e per i meravigliosi complimenti!

  7. Pingback: Best of | Amù

  8. Pingback: Picasso da record | Amù

    • ha ha ha guarda non saprei definre “tanto traffico” per un blog in termini quantitativi, ma sono molto contenta perchè la maggior parte delle visite che ricevo sono qualitative, tra chi lascia un commento e chi un mi piace… per il resto scrivo delle cose che amo e questo credo aiuti😉 ovviamente non competo con i grandi blog da 1000 visite al giorno🙂

  9. Pingback: Picasso, il divo milanese, di Amu.art | miglieruolo

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